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    <title>eleonorasoropsy</title>
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      <title>Quando inizi a raccontarti, inizi a vederti</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/quando-inizi-a-raccontarti-inizi-a-vederti</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cosa succede quando scegli di raccontare la tua storia? E se le parole che usi potessero trasformare il modo di vedere te stesso?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sin da ragazzina ho sempre letto molto. Mia madre a un certo punto, sfinita per le continue richieste di nuove storie, ha deciso di portarmi in biblioteca. Prima quelle delle scuole in cui lavorava, poi quella comunale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le ricordo sempre deserte, lo sguardo delle bibliotecarie di turno illuminato alla vista di una bambina che di settimana in settimana divorava quei volumi ancora intonsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ho quindi pian piano coltivato il sogno di scrivere un giorno un libro tutto mio, con una di quelle trame thriller così arzigogolate da riuscire a stupire i lettori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da adolescente ci ho anche provato! Prima a scuola poi in qualche concorso regionale. I risultati sono stati buoni. Con l’età adulta la passione per i libri è rimasta, così come quella per la scrittura, quel che è venuto meno è stata la fiducia nelle competenze unita allo scontro con il piano di realtà: quel sogno forse non era così unico, molti lo hanno avuto prima e dopo di me e poi, di scrittura, in Italia quanti ci campano?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ho volto lo sguardo altrove e, senza aver ancora chiaro il perché, ho deciso che psicologia potesse essere una buona alternativa per il mio percorso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con il tempo mi sono allontanata dall’idea di scrivere per qualcuno, pur tenendo vivo il gusto di farlo per me stessa, per questioni universitarie e professionali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Solo di recente mi sono accorta di quanto in maniera del tutto non intenzionale e in modo meno attivo io quel sogno che avevo da ragazzina lo sto realizzando.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni giorno nel mio studio accolgo storie. Persone in primis, che raccontano spesso delle loro vicende lamentando staticità, monotonia, eventi tragici o dolorosi. Piano piano con il racconto delle loro vicende ecco che una trama prende forma.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutto ha una coerenza, un filo logico costruito da episodi finemente legati da nessi di causa-effetto. Sin da subito mi interesso: primariamente di sintomi, della loro storia, di quando sono comparsi, di come sono comparsi, delle soluzioni trovate per gestirli fino all’arrivo nel mio studio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con il tempo la lente si allarga, parliamo degli amici, delle relazioni sentimentali presenti e passate e della famiglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come in una stesura a quattro mani costruiamo il senso che la propria storia ha assunto fino a quel momento con l’obiettivo comune di provare a rileggere i fatti da angolature differenti, nuove.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per alcuni questa enorme metafora sembra più semplice, affine al loro modo di vedere il mondo, per altri invece è un po’ più confusa. In entrambi i casi la strada da percorrere ha tappe similari: dal cosa è successo, proviamo a osservare il quando. Già solo questo piccolo espediente narrativo cambia l’angolatura d’osservazione. I nessi causa-effetto ben solidificati piano piano si allentano ed ecco che tracciamo insieme un filo temporale che appaia o raggruppa gli eventi secondo criteri del tutto nuovi, spesso stupefacenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per me il momento in cui chi ho davanti trova questi nuovi nessi è pura magia. Quel pezzetto di sè è sempre stato lì, modestamente celato dietro cumuli di routine, di strategie solidificate, certe volte incancrenite ma fino a quel momento indispensabili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli espedienti narrativi principali che ci hanno permesso di arrivare lì sono fondamentalmente due: il corpo e le emozioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il primo viene spesso messo a margine, relegato a mera macchina, come se, per scrivere un libro, la carta delle pagine e il cartoncino della copertina non fossero fondamentali affinché la storia prenda forma! Il corpo, spesso ignorato, altre volte maltrattato, altre ancora iper-attenzionato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La fatica di ascoltarlo è palpabile, ogni tanto si leva una voce che chiede “ma a che ci serve?”, la mia risposta è variabile ma sinteticamente potrebbe essere riassunta così: “perché non dovrebbe servirci se sta lì?”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Osservare il corpo permette di intensificare la trama, delineare meglio i dettagli del protagonista e di tutti gli altri personaggi che partecipano alla storia. Un sopracciglio che si alza prende significati a volte inaspettati e genera tumulto nella pancia. Le corde vocali che graffiano e fanno venir sù quella voce roca fanno improvvisamente comparire pesi sul petto. E da questi dettagli è possibile tessere una storia, un racconto dettagliato della propria esistenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le seconde invece vengono molto spesso addobbate con parole similari che spaventano meno: la rabbia diventa fastidio, nervoso, prurito; la tristezza diventa mal umore, stare giù, fiacca; il disgusto diventa antipatia, repulsione, ancora fastidio; la paura inesistente, d’altronde di cosa dovremmo avere paura in questo mondo occidentale?; la felicità quasi sempre citata come grande assente .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando prendono forma, comunque, si inizia ad usarle in modo maldestro, a volte confuso, tentennate, timido. Ma comunque si iniziano a usare! Proprio lì ecco che la storia si colora di sfumature un po’ più chiare, i contorni si delineano e la trama diventa ancor più lineare. Alla fine sono appena 5, stanno lì a susseguirsi senza sosta a intensità variabili ma ci accompagnano sempre, non possiamo farne a meno. Il fatto che ci siano ci segnalano che la trama può proseguire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando il primo e le seconde si allineano poi ecco la raffinatezza di stile! La storia non è più unidimensionale, si arricchisce dei dettagli e dona la possibilità, da lì in avanti, di maneggiare tutti questi pezzetti con più abilità, di conoscerli e avere la possibilità di scegliere che svolta dare a quel racconto, il proprio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           Volevo fare la scrittrice e invece…la psicoterapeuta!
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 17 Apr 2025 15:19:29 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Storie di un noi passato: come il contesto sociale si oppone al cambiamento individuale</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/storie-di-un-noi-passato-come-il-contesto-sociale-si-oppone-al-cambiamento-individuale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Dove nasce un problema?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Come si mantiene? Quando e come è possibile che quel pezzetto dolorante vada e venga?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Continuare a vedere il singolo come unico artefice del proprio destino è una chimera irraggiungibile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non solo perché ognuno di noi è inserito in una rete di legami strettamente interdipendenti, ma anche perché delega a ognuno la responsabilità del proprio malessere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo approccio culturale assumiamo la forma di monadi sparpagliate in un mondo asettico che osserva il nostro crollo senza poter contribuire in positivo o aggravare le cose in negativo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per quanto sia doveroso sottolineare che, dall’età adulta in poi, dovremmo rassegnarci all’idea che non possiamo pretendere che siano gli altri a dover cambiare per stare meglio,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            non considerare il contesto sociale è folle e masochistico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           I PROBLEMI DI QUESTO APPROCCIO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/specchio-riflesso.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel processo di introspezione e di cura, nella comprensione di sé, arriva un punto in cui ci si scontra con il mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quel mondo a volte, anche in modo totalmente inconsapevole, ha contribuito a creare quelle ferite. La rete sociale, proprio in quanto rete, reagisce a noi come noi reagiamo a lei.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando però in terapia iniziano i cambiamenti, può succedere che gli altri continuino a rimandarci un’immagine di noi che non esiste più, ma che vive nella loro mente attraverso storie che raccontano di un noi passato. Un noi acerbo, che tentava di sfuggire con ogni briciolo di forza da quei pezzetti di sofferenza mal definiti, ma velatamente percepiti e che quindi determinava emozioni e azioni che con la terapia spariscono ed evolvono in nuovi modelli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È con quel mondo che si scontra chiunque esca da un percorso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non tenere conto di queste difficoltà sarebbe ingenuo, superficiale all’interno di un ambiente (quello terapeutico) che invece è estremamente complesso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non tenerne conto significherebbe esporre con una discreta dose di probabilità nel lungo termine la persona a sperimentare un vissuto di fallimento “inesistente”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           All’interno del percorso terapeutico fare ricorso a quel che si è imparato è estremamente faticoso. All’inizio potrebbe sembrare necessario agire “meccanicamente” e con  estremo sforzo cognitivo per deviare il cammino verso un percorso che non è quello “preferenziale” ; pian piano però si arriverà a renderlo sempre più fluido e spontaneo, interiorizzandolo e integrandolo con il proprio vissuto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma se all’improvviso in mezzo a questo percorso tutti coloro che ci circondano iniziassero, anche tacitamente, a rimandarci che “Tu funzioni in quest’altro modo!” “Tu non avresti mai fatto/detto/pensato così”, il contesto (genitor*, amic*, collegh*, fidanzat*) diventerebbe estremamente invalidante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa possibilità rimanda feedback negativi su noi, su come agiamo e spesso su come siamo. Questo ci espone a vertiginose ricadute, a mettere in dubbio la nostre capacità di cambiare realmente, di poter vivere ed essere in modi diversi e più funzionali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           COSA FARE PER GESTIRE IL CAMBIAMENTO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/use-your-voice.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Imparare a gestire i pezzetti interni, non può, in quest’ottica, essere l’unico obiettivo terapeutico!
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Calarsi nella realtà in cui viviamo, tenere conto non solo di quello che da dentro ha determinato il malessere ma anche di quello che da fuori contribuisce a mantenerlo permette di sviluppare strategie e strumenti adatti e adattabili a fronteggiare anche tutti quegli elementi al di fuori di sé.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Purtroppo quello che si fatica a credere è che il mondo intorno a noi cambia quando cambiamo noi. E questo lo dico senza retorica alcuna!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            È un dato di fatto: in una relazione a due,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ognuno detiene il proprio 50%
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            di influenza nel determinare ciò che avviene.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se il proprio 50% cambia, la relazione non può più essere la stessa, non può più funzionare come prima.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quindi si, è vero che davanti a un problema siamo gli unici a poter decidere e impegnarci per risolverlo, ma attenzione a non assumersi il 100% di responsabilità del proprio dolore e del proprio funzionamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Così facendo, siamo destinati al fallimento.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 12 Feb 2025 15:59:57 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il potere delle parole: come la narrazione personale influenza quella collettiva</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/il-potere-delle-parole-come-la-narrazione-personale-influenza-quella-collettiva</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Quanto della tua storia è davvero tua? E se riscrivessi il tuo racconto personale, cosa cambierebbe intorno a te?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;blockquote&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ogni soluzione ad un problema crea nuovi problemi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/blockquote&gt;&#xD;
  &lt;blockquote&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Karl Raimund Popper
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/blockquote&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mentre desideriamo grandi avventure, nuove emozioni, grandi palpitazioni, splendidi nuovi inizi, coesiste in noi la necessità di sicurezza, di punti di riferimento, di stabilità, di punti saldi che danno certezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci troviamo così in questo sali-scendi di frustrazione perché i due poli possono andare bene, ma difficilmente sono compatibili in ogni ambito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se pensiamo poi ai retroscena culturali di questa prospettiva, la faccenda assume tratti grotteschi e sconfortanti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            si ha bisogno di brividi, ma il sesso è ancora un tabù se associato alle donne;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            si ricerca una libertà sia illimitata lamentandosi del fatto che “non si può più dire niente”, ma non si tollera che si legiferi per garantire questa libertà realmente per tutti;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            si sognano grandi nuovi inizi, volendo però rimanere ben ancorati a tutto quello che ci circonda.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           UN PREAMBOLO PSICOPATOLOGICO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/psicopatologia.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Come ho spiegato nell’articolo sulla
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/psicologia-e-narrazione-il-significato-delle-nostre-storie-personali"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            narrazione personale
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , il nostro cervello è programmato per “tenerci uniti” e quindi spesso crea ponti tra informazioni apparentemente inconciliabili per darci un senso di coerenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           psicopatologia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            esistono delle problematiche chiamate disturbi formali del pensiero. Sono disturbi molto gravi, quasi sempre associati a diagnosi come la schizofrenia, il disturbo psicotico o il disturbo delirante.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In sintesi, sono disturbi che coinvolgono principalmente 4
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           aree di funzionamento
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Flusso: alterazione della velocità con cui si susseguono le idee, il blocco o il perseverare di uno o più pensieri;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Forma: i pensieri non seguono più una logica coerente, non delineano un discorso fluido o non riescono ad esprimere il contenuto che la persona vorrebbe esplicitare;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Possesso: furto, trasmissione o influenzamento dei pensieri da parte di terzi;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Contenuto: i pensieri assumono forme bizzarre o si creano connessioni erronee che non seguono le regole della logica formale e non recedono davanti a realistiche obiezioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           OLTRE LA PSICOPATOLOGIA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/orizzonte.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Mi chiedo se abbia ancora senso parlare di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           disturbi del pensiero
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            solamente secondo parametri clinici.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non potrebbe essere opportuno iniziare ad allargare questo costrutto considerandolo come una progressiva incapacità sociale di pensare in modi più complessi causata dalla necessità di semplicità e immediatezza?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una doverosa precisazione per parlare del tema è che non tutto ciò che è complesso è difficile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pensare in termini complessi significa imparare ad osservare i diversi “strati” di un argomento non tenendo in considerazione solo quello più superficiale e immediato, ma andando a fondo e sviscerandoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Più che una difficoltà legata ai contenuti, questa modalità osservativa porta con sé la fatica di doversi soffermare sulle controversie che emergeranno tra le nuove informazioni e quelle già presenti nel nostro sistema.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La questione a questo punto si traduce anche in qualcosa di difficile sul piano personale perché diventa importante integrare le nuove riflessioni con quelle preesistenti. Fare ciò necessita di un cambiamento, superficiale o profondo che sia, e di una riorganizzazione della nostra narrazione su quel tema.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           LA NARRAZIONE PSICOLOGICA: INNATA O APPRESA?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/storia-personale-transgenerazionale.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La risposta qui è semplice e univoca: la narrazione è il frutto degli insegnamenti familiari e culturali in cui siamo nati e cresciuti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Abbiamo imparato cosa e come dirlo grazie ai nostri genitori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Abbiamo imparato non solo dalle frasi che ci vengono dette, ma dagli sguardi con cui si sono rivolti a noi, dai gesti con cui le persone si muovono nello spazio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Abbiamo imparato dal verbale e dal non verbale degli adulti che ci circondavano anche quando li osservavamo da lontano, impegnati in interazioni che non ci coinvolgevano e di cui spesso non capivamo il significato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Siamo stati esposti a milioni di informazioni che, fin dai primi secondi dalla nostra nascita ad oggi, hanno indirizzato la nostra esistenza verso valori, modalità di pensare e costrutti culturali che ci sembrano gli unici possibili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Crescendo abbiamo poi avuto la possibilità di scegliere cosa tenerci stretto e cosa lasciar andare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Siamo diventati adulti convinti che ciò che siamo e ciò che pensiamo sia frutto di scelte informate e coscienti e che tutto stia su un piano di consapevolezza ben chiaro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quel che si fatica a riconoscere è che quella visione familiare e culturale ci rimane addosso anche quando crediamo di averla superata e di esserci totalmente distanziati da lei, se non addirittura quando siamo convinti di averci fatto pace accettandola nonostante non ne condividiamo più i valori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           COME SI FA A COSTRUIRE LA PROPRIA NARRAZIONE PERSONALE?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/riflessione-personale-te.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mi capita spesso di ritrovarmi a delegare ad attivisti, politici o esperti il compito di cambiare ciò che non va bene.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando me ne accorgo provo a interrogarmi sulle mie azioni e provo a leggere dei saggi che parlino in modo approfondito del tema. Seguo quindi la strada per me più congeniale per ritagliami un’opinione a riguardo e creare piccoli spazi intorno a me per stimolare il confronto o il cambiamento all’interno dell’angolino di mondo in cui vivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È stato molto difficile farlo perché per riuscirci è fondamentale mettere in discussione parecchi dei concetti in cui crediamo, attivare una modalità riflessiva personale che permetta di identificare quando quello che affermiamo è “giusto” solo all’interno della nostra cornice (coerente con il sistema di valori che sposiamo e la nostra storia) o se lo è anche all’interno di altre cornici della società.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Imparare a leggere il modo in cui raccontiamo le nostre esperienze aiuta anche a prendere le distanze dallo spazio personale del “me” e a inoltrarsi nel difficile spazio del noi in cui i valori e le credenze personali sono lecite e valide finché non limitano i valori e le credenze altrui.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riuscire a riconoscere dei limiti, degli stereotipi o dei pregiudizi nella nostra narrazione, risalendo alla radice di quei pensieri, è un primo enorme passo per porvi rimedio e poter contribuire attivamente al cambiamento di quella narrazione culturale semplicistica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riuscire a fare questo consente di conciliare gli opposti di un continuum creando nuovi modi di rappresentare i propri bisogni, contestualizzandoli e adattandoli alla sempre più evidente complessità sociale in cui siamo inseriti.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/pexels-photo-6074061.jpeg" length="418162" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 10 Dec 2024 15:05:20 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Psicologia e narrazione: il significato delle nostre storie personali</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/psicologia-e-narrazione-il-significato-delle-nostre-storie-personali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Come costruiamo la nostra identità attraverso la narrazione? In che modo le storie che raccontiamo su di noi influenzano emozioni, relazioni e scelte di vita?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Avete presente quei libri in cui viene raccontato lo stesso episodio ma da due punti di vista differenti?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il senso dell’esperienza personale, è racchiuso tutto li.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Eventi uguali, vissuti opposti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vissuti uguali, eventi opposti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Ma erano entrambi nello stesso posto?”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Sono forse stati separati alla nascita?”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Viene da chiedersi.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel modello psicologico che ho deciso di sposare, come vengono raccontati gli eventi assume rilevanza prioritaria rispetto all'evento in sé.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Poiché infatti ogni avvenimento ha infiniti modi per essere vissuto, questo approccio permette di osservare il modo peculiare con cui ogni persona costruisce il mondo intorno a sè e di conseguenza come legge la propria esperienza.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           COSA VUOL DIRE IN PSICOLOGIA "NARRAZIONE PERSONALE"?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/pexels-photo-1462226.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Narrazione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            è il termine usato per identificare come ognuno organizza ciò che gli accade.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attraverso le parole usate, nei dettagli riferiti e in quelli mancanti, nei nessi causa-effetto, la narrazione personale tiene in piedi la nostra esistenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per una comprensione più lineare, è fondamentale sapere che il nostro cervello è programmato per “tenerci uniti”, non contempla la frammentazione e, anche se a volte in modi bizzarri, crea ponti tra informazioni apparentemente inconciliabili per darci un senso di coerenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La nostra mente si pone quindi questo preciso obiettivo - “tenerci uniti” - e lo persegue ad ogni costo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quello che facciamo fatica ad accettare è il prezzo da pagare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La fortuna e contemporaneamente la sfortuna di tutto ciò, è che non siamo pienamente consapevoli di tutto questo. Viviamo la nostra vita e narriamo le nostre esperienze in modo istintivo e naturale, senza fermarci a riflettere, finché per alcuni le contraddizioni non diventano insopportabili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un buon punto di partenza per vedere questi aspetti è conoscerli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conoscerli significa partire dal presupposto che organizziamo la nostra persona attorno ad alcuni capisaldi che sviluppiamo dai primi istanti di vita e durante tutta la nostra esistenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questi capisaldi diventano con il tempo le regole che guidano le nostre scelte, selezionano le informazioni da escludere e quelle da tenere in considerazione, orientano i nostri vissuti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutto ciò assume un ulteriore piano di complessità se consideriamo tutte le variabili a cui andiamo incontro venendo al mondo: nasciamo in una precisa area del mondo, ci inseriamo un momento storico e/o famigliare particolare, cresciamo acquisendo la narrazione che ci viene tacitamente insegnata dai nostri genitori...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quel che rimane è che ogni ulteriore dettaglio contestuale contribuisce a restringere enormemente le alternative tra cui ci troveremo a scegliere, e ci precluderà l'accesso all'infinità di opzioni che l'universo ci propone.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Prendere consapevolezza di tutto questo può aiutarci a ridimensionare alcuni aspetti, a riconoscere i nostri pattern, le situazioni in cui ci troviamo in difficoltà ma anche i punti di forza che ci fanno essere le persone funzionali che siamo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Notare tutto ciò aiuta a mettere in prospettiva le scelte, ad accettare che siamo come siamo perché la nostra storia non inizia nel momento in cui nasciamo ma nei desideri e nelle speranze che la famiglia ripone in noi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Può apparire a tratti spaventoso e limitante, a tratti confortante, ma averne coscienza è sicuramente un primo passo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per alcuni sarà più facile farlo da soli, per altri le discrepanze e la complessità saranno così elevate da non poter riuscire a sbrogliare da soli la matassa.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/narrazione-personale.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per questi ultimi, la terapia sarà talvolta una caccia al tesoro, altre volte un salvagente in mezzo al mare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Compito di un buon terapeuta
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sarà infatti quello di fornire una bussola per indirizzare le proprie energie, per riordinare i pezzi di un puzzle sparpagliato che si fa fatica a portare avanti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il terapeuta  non avrà formule magiche da dispensare o lezioni di vita da impartire, ma sarà li con voi a scoprire i punti di discrepanza, a fare luce in quegli angolini bui  in cui non vogliamo fare luce perché celano qualcosa di terribilmente doloroso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Che decidiamo di andare alla scoperta da soli o in compagnia, la cosa più importante da tenere a mente è che alla fin fine ognuno di noi è una storia, ciò di cui abbiamo veramente bisogno per raccontarla è la curiosità di scoprirla e buoni occhiali che ci permettano di vedere tutto ciò che non eravamo capaci di mettere a fuoco alla distanza da cui osservavamo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/pexels-photo-296649.jpeg" length="237212" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 03 Nov 2024 14:46:07 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.eleonorasoro.com/psicologia-e-narrazione-il-significato-delle-nostre-storie-personali</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/pexels-photo-296649.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/pexels-photo-296649.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Stereotipi sui Disturbi Alimentari</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/stereotipi-sui-disturbi-alimentari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Quanto della tua storia è davvero tua? E se riscrivessi il tuo racconto personale, cosa cambierebbe intorno a te?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;blockquote&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vorrei le gambe con i muscoli lunghi e gli addominali come su instagram                                                                 
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                                                                                  A. 14 anni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/blockquote&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;blockquote&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ora lavoro, so controllare il cibo e faccio palestra tutti i giorni. Finalmente i miei genitori non mi considerano più più la figlia sbandata di un tempo                                         
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                                                                                 G. 29 anni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/blockquote&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sono solo due delle innumerevoli frasi che sono emerse presso l’ambulatorio per i
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            di una delle Asl romane dove svolgo i primi colloqui per la valutazione diagnostica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           All'interno di questo servizio, tra Settembre e Dicembre del 2019 hanno chiesto aiuto ed è stato possibile effettuare una diagnosi a circa 48 persone, negli stessi mesi del 2020 le richieste sono diventate circa 91.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo significa che c’è stato un aumento del 90%.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un numero spaventoso se si pensa che, la fetta di persone maggiormente colpite, è composta prevalentemente da donne con un’età tra gli 11 e i 25 anni. I sintomi sono tanti, difficili da spiegare e talvolta da riconoscere. Proprio per questo, accade spesso che vengano normalizzati e ignorati, che entrino a far parte della vita di queste persone e di chi le circonda come qualcosa di inesistente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Genitori e (futuri) pazienti arrivano ai servizi di cura in ritardo, stremati, spaventati, sulla difensiva e quando viene comunicata la diagnosi rimangono stupiti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           LE SFUMATURE NON VISTE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;blockquote&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           !!! Trigger warning !!!
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/blockquote&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se sei particolarmente sensibile a questa tematica, se pensi che i contenuti relativi al cibo e all’alimentazione potrebbero attivare in te uno stato emotivo che non sei sicur* di poter gestire o se sei una persona con un disturbo alimentare, ti informo che in questo paragrafo sono presenti contenuti altamente attivanti e descrizioni esplicite di alcuni comportamenti problema.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/dca-disturbi-comportamento-alimentare-foto.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando si parla di Disturbi Alimentari l’immagine evocata è spesso quella di una donna di 30kg, pelle e ossa che non mangia o quella di un’adolescente in preda all’emotività che per rimanere magra si infila due dita in gola per vomitare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questi cliché esistono, non sono frutto dell’idea romanzata di alcuni registi. Esistono ma, e qui il ma è grosso come un palazzo, rappresentano solo il polo più estremo di alcuni comportamenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I dca sono infatti disturbi complessi, talvolta silenziosi e striscianti che si esprimono attraverso innumerevoli pensieri, emozioni e comportamenti. Emergono da un dolore che si potrebbe pensare non possa essere provato da un* preadolescente o che sia "banalmente" un estremo tentativo per controllare il peso (a volte lo è, ma è solo la punta dell’iceberg).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E invece i DCA emergono anche in persone normo o sovrappeso, in persone che escono con gli amici, vanno a scuola, a lavoro, a fare la spesa, a cena fuori e mangiano in presenza degli altri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I corpi di una persona con un DCA non sono, o meglio non sono solo, come quello della famosa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DntFAE1IESA/TI2-DMhEUZI/AAAAAAAABiM/qrjeJGWb8Jw/s1600/aanorexia.jpg" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           campagna
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DntFAE1IESA/TI2-DMhEUZI/AAAAAAAABiM/qrjeJGWb8Jw/s1600/aanorexia.jpg" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           di sensibilizzazione
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            contro l'anoressia; sono scrigni che racchiudono al loro interno un’infinità di caratteristiche che quando non sanno più come emergere si esprimono attraverso sintomi ed esternalizzazioni più o meno evidenti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In quest’ottica quindi per essere anoressica non serve avere un sottopeso che mette a rischio la vita, così come per essere bulimica non è necessario vomitare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci sono poi i cosiddetti “ciccioni” a cui viene spesso diagnosticato un Disturbo da Alimentazione Incontrollata: non hanno corpi abbastanza sovrappeso da essere obesi ma nemmeno abbastanza magri da essere considerati tra coloro che potrebbero essersi ammalati di un disturbo alimentare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per loro, nessuna pietà: rimangono ciccioni che potrebbero anche sforzarsi un po’ di più per perdere quei kg di troppo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           CAMBIARE PUNTO DI VISTA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/dca-disturbi-comportamento-alimentare-foto2.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uscire dallo stereotipo è difficile e come per ogni altra convinzione, è necessario un allenamento costante per riuscire a cambiare prospettiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non serve avere a che fare con una persona con una diagnosi di dca per esercitarsi, si tratta infatti di “buone regole” generali per svincolarsi da quelle domande/osservazioni che vengono fatte con leggerezza ma che potrebbero ferire o peggiorare una visione distorta di sé.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           1. Evitare di commentare il corpo degli altri  (sia in positivo che in negativo)
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Frasi del tipo “Ti vedo bene!”, “Come sei dimagrito!”, “Stai bene con qualche kg in più/meno” vengono spesso interpretate con un filtro chiamato "attenzione selettiva" che porta a considerare nell'ambiente solo le informazioni che confermano le sue idee. In questo caso che TUTTI la osservino e valutino il suo valore personale SOLO in relazione al corpo (e no, anche se non era questa la vostra intenzione, sarebbe meglio evitare).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           2. Non far notare alla persona che mangia troppo o troppo poco
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A meno che non siate in un contesto terapeutico (non solo psicologico), opinioni di questo tipo vengono raramente vissute in modo positivo. Le persone con un’alta sensibilità al tema alimentare o con un disturbo conclamato, hanno la tendenza a ragionare secondo la distorsione del “tutto o niente”; saranno quindi portate a  leggere come un fallimento qualsiasi comportamento si discosti anche solo lievemente dal loro programma alimentare (bilanciato o meno che sia).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           3. Etichettare le persone definendole obese o anoressiche perché sembra esplicativo della loro fisicità
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Partendo dal presupposto che, visto che nessuno di noi può conoscere i vissuti di persone con cui non ha confidenza, sarebbe meglio non riferirsi agli altri apostrofandoli in modi giudicanti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chiarito questo, oltre che essere di cattivo gusto, questo tipo di definizioni possono essere dannose per 2 motivi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se la persona soffre effettivamente di un disturbo alimentare, non ha bisogno che gli vengano ricordate la sua sofferenza e le sue debolezze
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se la persona non ha un disturbo alimentare, potrebbe semplicemente piacersi così, accettarsi per com’è, considerare prioritarie per la propria persona caratteristiche che esulano dal corpo oppure soffrire molto per la propria magrezza/sovrappeso e rimanere ferito da una definizione patologica e stigmatizzante di sè.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/pexels-photo-6660254.jpeg" length="211250" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2024 15:25:07 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>In compagnia della solitudine: perché a volte ci fa così male</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/in-compagnia-della-solitudine-perche-fa-cosi-male</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;blockquote&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           “Lei e Mattia erano uniti da un filo elastico e invisibile, sepolto sotto un mucchio di cose di poca importanza, un filo che poteva esistere soltanto fra due come loro: due che avevano riconosciuto la propria solitudine l’uno nell’altra.”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/blockquote&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha scritto Paolo Giordano ne “La solitudine dei numeri primi”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E quest’anno più che mai ci siamo ritrovati da soli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Stare soli è diventato contemporaneamente salvezza e condanna, perché diciamocelo, quanti sanno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           stare bene da soli
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ? E anche tra quelli che dicono di si, quanti sanno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           stare bene da soli a lungo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ?
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La narrazione creatasi attorno a chi non sa stare da solo è quella di qualcuno irrisolto, poco in confidenza con sé stesso, quasi incline alla dipendenza affettiva, incapace di gestire il rumore interiore che rimane quando il resto si spegne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non intendo dire che questo non sia vero alcune volte, probabilmente una buona dose di introspezione e lavoro personale (e non parlo solo della terapia!) è una buon inizio per imparare a stare più sereni anche da soli; so però che, se si cerca di capire un po’ più a fondo il motivo per cui la solitudine ci sta scomoda, si apre tutto un altro mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           SPIEGAZIONE IN CHIAVE EVOLUZIONISTICA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/evoluzionismo-scimmie.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’evoluzionismo lo conosciamo tutti, anche chi avrebbe preferito farne a meno, conosce Darwin e le sue teorie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Non partiremo dal motivo per cui le giraffe hanno il collo lungo o dagli
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           esperimenti di Mendel
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ma l’evoluzionismo ci aiuta a spiegare in modi più accessibili comportamenti complessi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In psicologia, si parla di evoluzionismo nella misura in cui, per capire le radici di un comportamento, si considera l’uomo alla pari di un qualsiasi altro animale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Partendo da questo presupposto, alcuni psicologi (vd.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Bowlby
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            et.al) sono riusciti a spiegare come mai abbiamo una naturale predisposizione a stare meglio in compagnia che da soli.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il motivo può sembrare banale, ma raggiunge traiettorie di complessità strabilianti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Stare soli aumenta il pericolo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Stare soli per un “cucciolo” di qualsiasi specie significa essere più esposto alle prede da cui ancora non sa difendersi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Stare soli aumenta la probabilità di andare incontro ad eventi spiacevoli che potrebbero compromettere la nostra incolumità o nel peggiore dei casi comportare la morte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutto questo può apparire qualcosa di profondamente scollato dalla nostra realtà perché diciamocelo, quanti di noi hanno paura di morire di solitudine?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutto questo diventano però più tangibile se per esempio pensiamo a:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’assurdità di lasciare un bambino da solo al parco;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’insofferenza di chi non sopporta di rimanere single;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La necessità di parlare con qualcuno quando stiamo male o dobbiamo prendere decisioni importanti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’elenco potrebbe essere infinito ma, per capire meglio c’è bisogno di un tassello chiave...
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           IL CONCETTO DI BASE SICURA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/attaccamento-base-sicura.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Impariamo, sin dalle prime ore della nostra esistenza ad appoggiarci a quello che in psicologichese si chiama base sicura. In parole più semplici: mamma e papà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Impariamo che abbiamo bisogno di una figura di riferimento che ci guidi e protegga, in modo totalmente istintiva e naturale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La base sicura è quindi quel punto di partenza da cui sappiamo di poter partire con la sicurezza di cui abbiamo bisogno e a cui poter tornare ogni volta che vogliamo, perché lei è li, a prescindere da tutto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli anni può crescere e diversificarsi, diventa il gruppo degli amici, il/la fidanzato/a o chiunque pensiate possa rappresentare per voi questa sicurezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche quando cresciamo e la nostra capacità di esplorare in autonomia aumenta quasi fino a farci credere che possiamo essere soli al mondo, coloro che rappresentano la nostra base sicura sono lì e sono fondamentali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riassumendo, la base sicura è quella cosa che ci fa sentire di essere in grado di stare da soli ma che alla fine, insieme è meglio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           base sicura
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            però non sempre viene interiorizzata in modo sano ed è in questo modo che può nascere l’incapacità di stare soli. È così che stare insieme diventa l’imperativo per stare bene e non una scelta per arricchire le esperienze e stare meglio.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/paura-solitudine.jpg" length="237195" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 27 Sep 2024 14:26:47 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/paura-solitudine.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/paura-solitudine.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I benefici della mindful-eating</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/i-benefici-della-mindful-eating</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cosa fare per gestire un imprevisto? Come possiamo considerarli utili?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per praticare un’alimentazione mindful, consiglio tre semplici attenzioni che aiuteranno a predisporsi con più facilità alla pratica:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’attenzione focalizzata sui cinque sensi: vista, olfatto, gusto, tatto e udito.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Non si potrà mangiare utilizzando il pilota automatico: avete presente quando vi ritrovate a mangiare un pacchetto di patatine e solo dopo un po’ vi accorgete di averlo finito? Quello è il pilota automatico!
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le prime volte che vi approcciate alla pratica iniziate con alimenti piccoli e “semplici” (ad esempio frutta secca, frutta disidratata o dei taralli).
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se non sapete come si svolge in modo pratico la mindful-eating trovate
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/mindful-eating-e-la-pratica-dell-uvetta"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            qui la pratica dell’uvetta
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            con cui poter iniziare!
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ma veniamo a quello che realmente ci interessa:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           PERCHÈ INIZIARE A MANGIARE CON CONSAPEVOLEZZA?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/mangiare-consapevolmente.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Mangiare più lentamente:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            se dobbiamo concentrarci su tutti i sensi, il ritmo con cui mangiamo rallenta e quindi ci porta a mangiare meno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            •
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Mangiare meno:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il senso di sazietà arriva al nostro cervello dopo circa 15 minuti da quando abbiamo iniziato il nostro pasto (già durante la masticazione vengono inviati segnali). Rallentando, ci troveremo così a introdurre meno cibo poiché aumenterà il senso di sazietà psicologica.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            •
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Diminuire la voglia di mangiare fuori pasto:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            spesso questo senso di “fame mentale”, arriva perché, mentre il nostro stomaco è a posto, il nostro cervello non ha registrato al 100% l’esperienza di quel pasto e ci fa percepire di nuovo la necessità di mangiare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            •
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Permettere all'attenzione di concentrarsi sul cibo e non sulle emozioni:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            vi sarà capitato almeno una volta di mangiare in preda a un’emozione (tristezza, rabbia, noia…). Con questa modalità, proprio perché basata sul principio del “qui e ora”, si avrà una maggiore percezione di controllo sul cibo e si eviteranno episodi di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           emotional eating.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Evitare le abbuffate: 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           particolarmente utile nei periodi di forte stress in cui il cibo diventa una consolazione o durante i periodi di festa o le cerimonie in cui la perdita di controllo è dietro l’angolo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Prevenire sentimenti di colpa e vergogna 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           spesso dovuti a un’iperalimentazione. Mangiando con consapevolezza, sarà più facile controllare l’introito calorico e aumentare il proprio senso di auto-efficacia e la propria autostima.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Prendersi cura di sé:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            per coltivare giorno dopo giorno 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Adesso potreste pensare:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Ma quando esco con gli amici non posso mica mangiare così ogni boccone! Io esco per divertirmi!”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           o ancora 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “E dove lo trovo tutto questo tempo per mangiare così attentamente? Nella vita di tutti i giorni non è assolutamente praticabile!”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Beh, non è del tutto vero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pensare di mangiare sempre prestando attenzione a ogni singolo boccone è certamente impensabile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possiamo però dedicare una parte dei nostri pasti a questa pratica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Invece che concentrare quest’attenzione a ogni singolo boccone, potremmo infatti alternare momenti di convivialità o di “alimentazione veloce” a momenti di consapevolezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’esperienza non sarà certamente la stessa avuta quando avete provato ad assaporare l’uvetta, sarà un’esperienza diversa, mediata dai normali ritmi giornalieri, ma sarà sicuramente meglio che mangiare inconsapevolmente tutto ciò che si trova a portata di mano.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/benefici-mindful-eating.jpg" length="683047" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 02 Sep 2024 13:56:01 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mindful eating e la pratica dell'uvetta</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/mindful-eating-e-la-pratica-dell-uvetta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Che cos'è la mindful eating? Come fare mindfulness con il cibo?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            È una modalità di alimentazione consapevole nonché uno degli obiettivi più importanti in ogni percorso di dimagrimento o di aumento di peso.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mangiare con consapevolezza non è però prerogativa di coloro che instaurano rapporti patologici con il cibo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella vita di tutti i giorni è un buon alleato per rimanere nel qui e ora e aumentare il senso di consapevolezza che ci aiuta a fare scelte più ponderate e oneste verso noi stessi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se vi approcciate per la prima volta alla pratica, vi consiglio di seguire questo esercizio base che potrete poi estendere a qualsiasi alimento e a qualsiasi pasto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           LA PRATICA DELL’UVETTA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/praticare-mindful-eating.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           1. Tenere in mano l’acino
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Iniziate a osservare l’acino che tenete sul palmo come se non aveste mai visto niente di simile prima.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Provate a mettervi nei panni di un marziano che vede l’uvetta per la prima volta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           2. Osservazione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Guardate attentamente l’acino. Prendete tutto il tempo che vi occorre, non abbiate fretta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Notate la superficie, il colore, la forma, come la luce riflette, le grinze e qualunque altra caratteristica presente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           3. Tatto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Iniziate a esplorare la superficie con le dita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Potete chiudere gli occhi, qualora migliori il vostro senso del tatto o la vista interferisca con l’esplorazione tattile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Mentre esplorate, siate consapevoli dei pensieri che vi passano per la mente sull’uvetta e sul mangiarla.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           4. Olfatto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Portate l’acino sotto il naso e annusatelo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Inalate a pieno l’odore e siatene consapevoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Osservate se ci sono reazioni anche in altre parti del corpo non direttamente coinvolte (per esempio aumento della salivazione).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           5. Mettere in bocca
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            • Portate l’acino alla bocca. Siate consapevoli del braccio e della mano, del gesto che state compiendo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Prima sfregatelo sulle labbra, poi mettetelo in bocca senza masticarlo (potete rigirarlo in bocca e sentire come sfrega sulle pareti, sulla lingua, le sensazioni che emergono).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           6. Gusto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Lentamente, iniziate a mordere l’acino e siate consapevoli delle sensazioni che l’uvetta conferisce alla bocca, il gusto che sprigiona, il suono che emette mentre lo masticate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Anche sta volta rigiratelo in bocca e sentite come sfrega sulle pareti, sulla lingua, le sensazioni che emergono.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Non inghiottite l’acino, ma osservate ogni impulso che vi porterebbe a farlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           7. Ingerire
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           •Appena vi sentite pronti ingoiate. Fatelo assaporando il più a lungo possibile mentre scende giù per la gola.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • Partecipate a pieno all’esperienza, osservate con consapevolezza ogni sensazione che l’esperienza ha portato in voi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ATTENZIONE!
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           L'uvetta è l'alimento più facile per iniziare perché stimola in modo importante tutti i sensi. Se però non la avete in casa, potete provare con qualsiasi altro cibo!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vi consiglio in ogni caso di iniziare da alimenti come la frutta secca, la frutta disidratata o dei taralli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Buona pratica! &amp;#55357;&amp;#56841;
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/pexels-photo-6529655.jpeg" length="179234" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 13:10:43 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Prima o poi scopriranno che non sono abbastanza bravo!</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/prima-o-poi-scopriranno-che-non-sono-abbastanza-bravo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Gli altri dovevano essere proprio scarsi se questo concorso l’ho vinto io.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (E l’università, i tirocini, i master e i corsi nei fine-settimana uniti all’intenso studio?)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           È stato proprio un caso averlo scoperto, che fortuna!
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (E i mesi di ricerche e lavoro senza sosta?)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Meno male non si sono accorti di tutti gli errori.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (Non può essere realmente un bel progetto da approvare perché ritenuto valido?).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E così via fino quasi a convincerci davvero che quello per cui abbiamo lavorato sodo non ce lo siamo meritato, che sicuramente è andata bene perché qualcuno più bravo e figo di noi non ha partecipato, se no sarebbe stato sicuramente in pole position per farci le scarpe.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           LA SINDROME DELL’IMPOSTORE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/sindrome-impostore.webp" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È definita come una sindrome, ma, non costituendo una patologia, sarebbe più appropriato definirla come un fenomeno, uno stato mentale che ci porta a credere di non essere capaci di raggiungere un obiettivo importante, di aggiudicarci una posizione di successo e a vivere nel costante timore di essere scoperti per quello che si è davvero: una persona mediocre, con poco talento che non merita di ricoprire quel ruolo e chissà per quali fortunati eventi è arrivata fino a li.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alcune ricerche hanno evidenziato degli elementi ricorrenti nel mantenimento di questo fenomeno:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’attivazione di un ciclo: preoccupazione-dubbio-sovra-preparazione o procrastinazione-sollievo --&amp;gt; gioia per il successo ottenuto --&amp;gt; nuova preoccupazione;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’ambizione di essere speciali e/o arrivare primi;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La paura di sbagliare e/o di mancare alle aspettative proprie e altrui;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La sottovalutazione delle proprie competenze;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La scarsa importanza attribuita agli elogi;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La percezione del senso di colpa per il successo ottenuto;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’idea di aver ingannato gli altri inducendoli a sovrastimare le nostre capacità;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’attribuzione dei successi a fattori esterni (fortuna, errore di giudizio), accompagnati dal timore che il meccanismo venga scoperto e che si venga smascherati come impostori.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inizialmente, tutta questa lista di fattori, sembrava interessasse maggiormente le donne in carriera, ma con il tempo si è visto che questo fenomeno non risparmia nessuno, anche se è maggiormente presente nelle persone che ricoprono ruoli insoliti (per esempio: una donna meccanico, un uomo che fa l’estetista, una donna ingegnere etc).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           COSA FARE PER GESTIRE LA SINDROME DELL'IMPOSTORE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/pexels-photo-3184431.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Diventiamo consapevoli
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           del fatto che questo è un nostro atteggiamento mentale e che non tutto ciò che pensiamo corrisponde alla realtà dei fatti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Allo stesso tempo, iniziamo a metterci nell’ottica delle idee che non siamo soli. Cioè che non siamo gli unici al mondo ad avere questa sensazione o a pensarla così. Questa prospettiva, sicuramente non aiuterà a far scomparire il nostro disagio, ma ci farà sentire meno soli e strani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Riconosciamo i nostri meriti:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per quanto sia vero che anche la fortuna, gli imprevisti e condizioni di partenza favorevoli sono importanti, iniziamo a pensare che anche noi, con il nostro impegno e i nostri sforzi, facciamo parte di quel ventaglio di probabilità che contribuiscono al raggiungimento del successo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Non prendiamoci troppo sul serio:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per quanto possa essere grande il nostro sogno, imparare a ridimensionare e a capire che la perfezione non esiste, è il primo passo per relativizzare il nostro obiettivo e perché no, ogni tanto, imparare a riderci su.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Concediamoci la possibilità di sbagliare:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            se riguardiamo il nostro percorso, anche se siamo finalmente arrivati al punto dove avremmo sempre desiderato arrivare, troveremo falle, intoppi, ripensamenti e fallimenti. Eppure siamo arrivati lo stesso in cima, o almeno a un pianerottolo che ci permette di riprendere fiato prima di ripartire alla conquista dell’obiettivo. Questo perché, lungo il cammino, siamo stati in grado di passare sopra i nostri errori e “perdonarci”.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/sindrome-impostore.jpeg" length="237062" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 10 Jul 2024 12:54:08 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>E se poi si viene a sapere che vado dallo psicologo?</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/e-se-poi-si-viene-a-sapere-che-vado-dallo-psicologo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Lo psicologo può dire a qualcuno che vado da lui? I miei familiari potrebbero scoprire che vado dallo psicologo se non glielo dico io?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La paura dello stigma e di ciò che gli altri potrebbero pensare venendo a sapere che andate da uno psicologo è una paura giustificata dai tanti pregiudizi relativi all'inizio di un percorso di questo tipo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mi preme però sottolineare che gli altri potranno venirlo a sapere solo nel caso in cui siate voi a decidere di "rivelare" dell'intervento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            "Quel che succede a Las Vegas, rimane a Las Vegas!" dicono nei film. Con lo psicologo avviene più o meno allo stesso modo. É infatti il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           segreto professionale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a tutelarvi da qualsiasi indiscrezione. Come tante altre professioni infatti anche lo psicologo fa riferimento a un
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           codice deontologico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , in questo caso composto da 42 articoli di cui 7 proprio sul segreto professionale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           I 7 ARTICOLI SUL SEGRETO PROFESSIONALE DEGLI PSICOLOGI
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/codice-deontologico-consenso-informato-psicologi.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il segreto professionale:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            lo psicologo non può rivelare la natura del rapporto e/o delle conversazioni avute con il paziente e non può nemmeno confermare o negare a terzi la presenza di un percorso con una persona.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Testimonianza in tribunale:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            lo psicologo è autorizzato e rifiutare e potrà esimersi dal segreto professionale solo nel caso in cui il paziente abbia fornito un valido consenso. Potrà inoltre venir meno a tale segreto qualora ritenga la testimonianza importante per la tutela psicologica della persona.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Obbligo di referto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            o di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           denuncia:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            lo psicologo si limiterà a riferire lo stretto indispensabile per poter tutelare il paziente. Nell’eventualità in cui però, dovesse venire a conoscenza di fatti o situazioni che possano mettere in pericolo la persona o terzi, sarà autorizzato a violarlo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Contesto di gruppo:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            lo psicologo è tenuto ad informare i componenti che, sin dalla prima seduta, saranno vincolati a rispettare la riservatezza di quanto affermato da tutti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Collaborazione con altri professionisti:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            allo psicologo è consentito condividere solo le informazioni strettamente necessarie per portare avanti il lavoro condiviso.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In questo articolo rientra anche il caso in cui si presenti la necessità di una
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           supervisore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Perché si, anche gli psicologi sono umani, e talvolta possono aver bisogno di un confronto professionale con un collega per sbrogliare nodi emersi nelle sedute con noi o per capire come gestire al meglio situazioni delicate o complesse.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Scopi scientifico-didattici:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            anche quando il paziente ha acconsentito all'utilizzo di informazioni riservate da parte del professionista, sarà garantito l’anonimato.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Appunti, note, scritti o registrazioni:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sono da considerare sottoposti a segreto professionale in qualsiasi genere e sotto qualsiasi forma, al pari dei contenuti verbali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           UN PORTO SICURO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/codice-deontologico-consenso-informato-psicologi.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Venire a sapere che si va dallo psicologo direttamente dal professionista quindi è non solo altamente improbabile, ma anche illegale!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Al di là della giurisprudenza e delle leggi, quello che è importante sapere è che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           la stanza dello psicologo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           è un luogo dove sentirsi protetti
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , un porto sicuro dove attraccare nei momenti di sconforto o confusione e perché no, anche nei momenti di felicità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La relazione che si instaura con lo psicologo è qualcosa di profondamente intimo, delicato e a volte anche spaventoso. Un po’ come quando abbiamo così tanta paura di ammettere qualcosa ma alla fine ci decidiamo a dirlo a noi stessi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Allo stesso modo, in quello studio, una sedia di fronte all’altra, lo psicologo, come uno specchio, ci aiuta a calmare quel mare in burrasca che abbiamo dentro, con l’unico obiettivo di farci rialzare e/o farci percorrere la nostra vita con le nostre gambe.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sin dal
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/sfrutta-al-meglio-la-nuova-stagione-seguendo-queste-semplici-linee-guida"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            primo colloquio
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sarà incondizionatamente aperto a noi e totalmente "ermetico":
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           non trarrebbe infatti proprio nessun vantaggio dal rivelare ciò che emerge in seduta
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 30 Jun 2024 11:01:57 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mai una gioia! Come sfruttare gli imprevisti</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/mai-una-gioia-come-sfruttare-gli-imprevisti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cosa fare per gestire un imprevisto? Come possiamo considerarli utili?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell’epoca delle “to do list”, della programmazione, del “fare ordine” tra gli impegni, questa settimana andremo contro corrente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La macchina che si rompe, le corse dell’autobus che saltano senza alcun motivo apparente, la professoressa che anticipa l’appello. Potremmo continuare con una lista infinita di imprevisti. L’unica certezza apparente è l’irritazione conseguente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si, perché la qualità principale degli imprevisti è che seguono sempre alla lettera la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           legge di Murphy
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : “Se una cosa può andar male, andrà male”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           COME EVITARE L’IRRITAZIONE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/piatto-rotto-imprevisto.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mi piacerebbe proporre metodi psicologici super scientifici e convalidati, tecniche di rilassamento che miracolosamente ci faranno raggiungere l’insight nel momento in cui stiamo per esplodere in un “Mavvaff…” ben assestato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E invece l’unica cosa da dire è:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           non possiamo farci nulla!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel momento in cui i nostri piani vanno in fumo, la rabbia e l’irritazione sono le reazioni più naturali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma chi dice che questo sia negativo?!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mi stupirebbe di più se, davanti alla ruota della macchina bucata proprio il nostro primo giorno di lavoro fossimo sorridenti e rilassati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           GESTIRE GLI IMPREVISTI
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/gestire-imprevisti-senza-disperazione.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Soprattutto per i più ansiosi e per coloro che seguono abitudini e
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           schemi comportamentali rigidi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , gli imprevisti non rappresentano solo un intoppo in mezzo a mille incombenze, ma si trasformano in veri e propri drammi in grado di mandare in tilt la persona.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In linea generale possiamo dire che ciò che è
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            difficile da tenere in considerazione, è che l’imprevisto, di per sé, ha sempre una valenza neutra. Ciò che lo riempie di senso e significato è la sfumatura emotiva con cui lo coloriamo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se ci fermiamo a pensare infatti, lo stesso evento non viene considerato negativo in qualsiasi momento e contesto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infatti, se immaginiamo che questo imprevisto accada prima di un appuntamento importante, ecco che scatta in noi quel senso di ansia e frustrazione dati dal
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           non poter controllare
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            la situazione. Scattano quindi nella nostra testa una catena di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           pensieri ossessivi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che ci trascinano sempre più verso il basso e ci paralizzano.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A tal proposito potremmo provare a sconfiggerli immaginandoli come le sabbie mobili: così come queste ci tirano sempre più giù se ci agitiamo, allo stesso modo le ossessioni ci faranno preoccupare sempre di più se ci focalizziamo troppo su di loro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il consiglio è quindi quello di non approcciarci ad esse in modo diretto provando a razionalizzare e a confutare i nostri peggiori timori, ma di prendere questi pensieri “solo” come pensieri e non come verità assolute che si concretizzeranno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           A COSA SERVONO GLI IMPREVISTI?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/mani-aiuto-gestione-imprevisti.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Allenare la flessibilità
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : uscire dalla nostra comfort zone.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Sviluppare maggiore elasticità
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : cioè la capacità di far fronte e superare in maniera positiva gli eventi negativi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Sperimentare le emozioni negative
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : anche se non ci piace, la gamma delle emozioni va da tonalità estremamente piacevoli ad altre altrettanto detestabili. Ciò che dovremmo sapere è che, se iniziamo ad evitarle, quando si faranno vive in un momento di crisi particolarmente critico, queste ci devasteranno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Iniziare a fare i conti con questo tipo di emozioni in situazioni come quelle impreviste è un ottimo esercizio per imparare a “star dentro” quell’emozione negativa senza combatterla o provare a scacciarla.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ciò non significa che dobbiamo entrare in un mood negativo di proposito, ma che, nel momento in cui si presenta, potremmo provare ad accogliere l’emozione e viverla a pieno finché non scemerà da sola.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 12 Jun 2024 08:01:49 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Assertività: la comunicazione efficace</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/la-comunicazione-efficace-assertività</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Come si comunica efficacemente? Che cos'è l'assertività? A cosa serve?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La comunicazione assertiva è definita come la capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni, senza prevaricare né essere prevaricati. Si tratta quindi di una modalità comunicativa flessibile e modulabile in base alle situazioni e alle persone con cui ci confrontiamo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il vantaggio principale dell’assertività è quello di consentire di esprimerci in modo più equo e rispettoso sia dell’altro che di noi stessi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oltre all’assertività, ci sono però altri due poli emotivamente opposti che determinano competenze comunicative sostanzialmente differenti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           PASSIVITÀ
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/comunicazione-assertiva-passivit%C3%A0.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È il modo che utilizziamo per:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Evitare i conflitti
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Evitare il giudizio degli altri
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Ridurre l’ansia
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             nel momento in cui non vogliamo esporre la nostra opinione o punto di vista;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Rimandare le decisioni
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Tentare di
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            ottenere l’approvazione
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             altrui;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Neutralizzare il
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            senso di colpa
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Non
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            rifiutare le richieste
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             che ci vengono fatte;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Scongiurare la possibilità di prendere decisioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli elementi cardine di questo polo sono l’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           incapacità di dire “No”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nonché farci sperimentare l’idea secondo cui gli altri sono migliori di noi. Per questo motivo non riusciamo a difendere e sostenere i nostri diritti apparendo altamente influenzabili e/o condizionabili. Il risultato è quello di non riuscire ad esprimere i nostri bisogni, desideri, opinioni ed emozioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutti questi elementi ci fanno sperimentare grossi vantaggi a breve termine, determinando però conseguenze deleterie a lungo termine tra cui: insoddisfazione nelle relazioni, rabbia e frustrazione, sensazioni di squalifica verso sé stessi, perdita del senso di autoefficacia etc.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           AGGRESSIVITÀ
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/comunicazione-assertiva-aggressivit%C3%A0.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo caso, il motivo per cui ci poniamo in questo polo è solo uno: averla vinta a tutti i costi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando ci troviamo ad esprimerci in modo aggressivo, adottiamo una serie di comportamenti specifici:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Imporci non dando spazio all’interlocutore per esprimersi;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Non
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            ammettere di aver sbagliato
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Essere disinteressato all’altro (ai suoi bisogni, desideri, opinioni ed emozioni);
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             Non
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            rispettare l’altro
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Porci in modo ostile e imprevedibile.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            All’interno del polo aggressivo possiamo inoltre distinguere
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           3 tipi di aggressività
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Aggressivo-Passivo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : è un tipo di comunicazione silente. Rabbia, critiche e svalutazioni rimangono inespresse.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Passivo-Aggressivo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : è caratterizzata da una comunicazione tendenzialmente passiva (soprattutto nei confronti di superiori e persone ritenute più forti), che sfocia in aggressività nei confronti delle persone che riteniamo più deboli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Manipolativo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : è uno stile comunicativo artificioso e incoerente. Ciò che diciamo non corrisponde realmente a ciò che sentiamo e pensiamo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           PERCHÉ ESSERE ASSERTIVI?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/come-comunicare-efficacemente.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Dire sempre di SI agli altri, significa dire sempre di NO a noi stessi:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            assumere una mentalità assertiva, oltre che un comportamento, ci permette di legittimare i nostri no e di conseguenza imparare a gestire eventuali reazioni negative dell’interlocutore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Essere assertivi non vuol dire essere egoisti ma riuscire ad avere più rispetto sia per sé che per gli altri: in fin dei conti se non impariamo a rispettarci noi per primi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           come possiamo pretendere il rispetto altrui?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capire che in fondo possiamo agire solo su noi stessi e mai sul comportamento degli altri: nel momento in cui ci relazioniamo in maniera assertiva, diventiamo responsabili delle nostre parole e azioni, prendendo atto del fatto che ciò che viene inteso dall’interlocutore è “un suo problema”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’assertività non è la cura a tutti i mali: comunicare efficacemente o porre le domande nel modo adeguato non ci assicura di ricevere risposte altrettanto assertive o conformi alle nostre aspettative. Applicare questo stile, ci permetterà però di andare avanti senza rimpianti o rimorsi.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/comunicazione-assertiva-psicologia.jpg" length="377700" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 30 May 2024 16:28:15 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Perchè è difficile cambiare?</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/perche-e-difficile-cambiare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cambiamento: perché è così difficile?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il cambiamento è definito nel dizionario come mutamento, trasformazione, modifica e sembra essere una forza contro la quale è impossibile opporre resistenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Eppure talvolta ci ostiniamo a lottare, sentiamo un peso enorme e non ci accorgiamo che quell’affanno è dato dal nostro tentativo di rimanere ancorati a oggetti, situazioni o persone che ci danno la falsa illusione di benessere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nelle situazioni in cui invece percepiamo il bisogno di cambiare, quell’enorme peso è rappresentato dalla difficoltà che troviamo nell’agire, dall’uscire dalla nostra zona di comfort.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           LA RUOTA DEL CAMBIAMENTO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/ruota-del-cambiamento.png" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A metà degli anni ’80 Prochaska e DiClemente, teorizzano un modello che definisce il cambiamento come un processo dinamico che avviene secondo una sequenza ciclica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per capire bene quali siano le fasi che ci permettono di mettere in atto un cambiamento in maniera consapevole e mirata, hanno definito 6 fasi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           0.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Precontemplazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : è quella fase in cui non percepiamo un problema. Anche nel momento in cui qualcuno intorno a noi tenta di farcelo notare o prova ad avanzare la possibilità che qualcosa non vada, nella migliore delle ipotesi minimizzeremo, nella peggiore negheremo attivando dei meccanismi di difesa per prendere le distanze dalla fonte del problema.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Non siamo motivati a cambiare]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           1.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Contemplazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : è il momento in cui iniziamo a percepire che qualcosa non va, che sentiamo il bisogno di fare delle modifiche in un determinato ambito (sentimentale, interpersonale, lavorativo etc.). Non è ancora un momento di piena consapevolezza, quanto più la fase in cui iniziamo ad andare oltre alle conseguenze positive a breve termine e a scoprire le ripercussioni negative a lungo termine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Ci stiamo pensando]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           2.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Progettazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : finalmente siamo riusciti a delineare in maniera chiara che cosa non va come vorremmo e a decidere che è arrivato il momento di rimboccarci le maniche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ormai vediamo chiaramente che sono più numerose le cose negative rispetto a quelle positive, iniziamo a stabilire un obiettivo e di conseguenza siamo più aperti a suggerimenti e idee che ci permetteranno di raggiungere tale obiettivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Stiamo pianificando un cambiamento nell'immediato futuro]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           3.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Azione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : la fase in cui si inizia a mettere da parte tutta la gamma di comportamenti problematici e ad adottare le strategie prefissate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           All’inizio mettere in atto il progetto nelle varie situazioni può apparire artificioso, ma con il tempo e la pratica, i nuovi comportamenti vengono inglobati nel nostro stile di vita e pian piano diventano più spontanei.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Ci stiamo impegnando attivamente]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           4.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mantenimento
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : il problema appare ormai superato e la persona agisce in modo funzionale con più facilità e senza necessità di prestare attenzione. Le azioni che fino a quel momento necessitavano di sforzo e impegno diminuiscono fino a diventare automatiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Siamo cambiati. È attiva la modalità "Pilota Automatico"]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           5.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ricaduta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : anche nel momento in cui i nuovi comportamenti funzionali sono appresi e se ne capisce l’importanza, c’è sempre la possibilità di riscivolare all’interno del problema. Ciò avviene perché spesso alcune abitudini e modi di fare sono così radicati da necessitare di più tempo per essere sostituiti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Abbiamo riattuato comportamenti problematici]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           COME FARE PER INIZIARE A CAMBIARE?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/come-iniziare-a-cambiare-a214774e.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ma
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           quali sono i fattori psicologici per agevolare il cambiamento?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Locus of Control (LoC), che può essere distinto in:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Locus of Control Interno
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : ci fa percepire come responsabili per le cose che ci accadono, ci fa dire che siamo noi a dover/poter cambiare le situazioni poiché dipendono dai nostri comportamenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Locus of Control Esterno
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : ci fa percepire le situazioni come determinate da cause esterne (il destino o altre persone), quindi come condizioni imprevedibili e non passibili di cambiamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Essere consapevoli del nostro LoC determina la possibilità di passare dallo stato di Precontemplazione a quello di Contemplazione e di attivare il processo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Autoefficacia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : è la fiducia che percepiamo rispetto alle nostre capacità di organizzare azioni e comportamenti per raggiungere determinati risultati. Attenzione però a non confonderla con l’autostima; l’autoefficacia è un concetto riferito a un obiettivo specifico, l’autostima è invece un tipo di valutazione generica su di noi e sulle nostre caratteristiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sentirsi maggiormente autoefficaci in una situazione, ci consente inoltre di mantenere un livello di motivazione adeguato, fondamentale per riuscire a raggiungere il nostro scopo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Entrambi, sono elementi chiave nelle fasi di Progettazione e Azione, in quanto sono i due fattori che ci danno la forza di andare avanti, nonostante le difficoltà che naturalmente insorgono durante il percorso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Prevenzione delle Ricadute
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ossia quel processo per cui nella fase di Mantenimento, normalizziamo la probabilità di avere una o più Ricadute.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se non prendessimo in considerazione tale possibilità, rischieremmo di demoralizzarci e colpevolizzarci per non essere riusciti a raggiungere l’obiettivo come ci eravamo prefissati, vivendo la ricaduta come una sconfitta e non come un’ulteriore opportunità di apprendimento e presa di consapevolezza che ci permetterà di riprogettare le nostre azioni in maniera più accurata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per agevolare il processo di cambiamento è sufficiente quindi individuare il proprio locus of control, accrescere l'autoefficacia, stimolare la motivazione e avere chiaro come agire in caso di ricadute.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Facile no? No.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           PERCHÉ È DIFFICILE CAMBIARE?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/difficolt-C3-A0-cambiamento-testa-cuore.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oltre ad essere faticoso, il cambiamento è una delle cose che ci spaventa di più, anche se raramente siamo in grado di capire la causa di questa paura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il motivo è che alcuni comportamenti, non sono solo azioni e abitudini che abbiamo appreso, ma entrano a far parte di quel sistema di credenze e di caratteristiche che ci definiscono, senza le quali ci sembra di "non essere noi stessi".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se per tutta la vita ci siamo trovati a fare i conti con i chili di troppo, ci sembrerà che questi facciano parte di noi non solo fisicamente ma anche psicologicamente; inizieremo a definirci come persone grasse e non come persone con dei chili in più.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il sovrappeso non sarà più un elemento su cui agire, ma un aggettivo con cui descriverci, una caratteristica fondante della nostra identità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cambiare non risulta difficile solo a causa della fatica intrinseca ad ogni cambiamento, ma anche perché questa trasformazione porterà a una ridefinizione globale di sé.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Essendo quindi questa variabile un pilastro costitutivo della nostra personalità, prima di agire sui comportamenti problema è necessario costruire nuove fondamenta che risultino in grado di delineare in modo coerente la nostra identità nel momento in cui inizieremo a eliminare le componenti nocive.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per questo motivo anche quando diventiamo consapevoli di tutti questi elementi, cambiare in autonomia potrebbe sembrarci impossibile. Pertanto può essere importante avvalersi di un sostegno psicologico che ci orienti, supporti e faciliti in questo processo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/cambiamento-crescita.jpeg" length="463870" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 29 May 2024 16:30:55 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il potere del dialogo interiore</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/il-dialogo-interiore-in-psicologia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Che cos'è il dialogo interiore in psicologia?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È un processo mentale attraverso cui parliamo a noi stessi. È facilmente riconoscibile poiché si tratta di quella vocina che si presenta nella nostra mente e si rivolge a noi con toni diversi in base alle sfumature emotive che proviamo. Cosa ci dice questa vocina?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Cosa penso di me
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Cosa penso della situazione in cui mi trovo e di me inserito in essa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Cosa penso di me in relazione agli altri
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           LE DUE MODALITÀ DI DIALOGO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/dialogo-interiore-psicologia.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Dialogo interiore positivo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : rappresenta una serie di frasi, pensieri, modi di riferirci a noi stessi in modo amichevole, amorevole e incoraggiante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Dialogo interiore negativo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : può essere spiegato come quel modo di rivolgerci a noi stessi in maniera iper-critica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma come può il dialogo interiore influire sulla nostra quotidianità? Facciamo un esempio concreto:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           mi sto recando a lavoro e nel tragitto mi perdo tra i miei pensieri visto che questa strada la faccio tutti i giorni! Ti pare che mi perdo?! All’improvviso mi ritrovo da tutt’altra parte. Ecco qui che parte il dialogo interiore negativo:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Sono proprio uno stupida! Faccio questa strada tutti i giorni. Come cavolo ho fatto a sbagliare? Non ne faccio mai una giusta. Appena mi sembra che le cose stiano iniziando a girare per il verso giusto, ecco che trovo il modo di rovinare tutto. Arriverò in ritardo e il capo mi cazzierà.”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           COME FAR DIVENTARE IL DIALOGO INTERIORE POSITIVO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/dialogo-interno-psicologia-849367f3.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mentre il
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            rimugino è una modalità di dialogo negativo che si concentra sui Pensieri automatici Negativi (PAN) che generano emozioni come
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/che-tipi-di-ansia-esistono"&gt;&#xD;
      
           l’
           &#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            ansia
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            o la rabbia, avere un dialogo interiore positivo aiuta a organizzare i propri comportamenti e di conseguenza la propria vita in maniera più costruttiva.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quindi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           cosa possiamo fare concretamente per trasformare il dialogo interiore?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Impariamo a “osservare”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : spesso il dialogo interiore diventa come una musica di sotto fondo delle nostre azioni. Imparare a prestare attenzione a cosa ci stiamo dicendo, ci aiuta a identificare la qualità di questi pensieri (hanno sfumature positive o sono impregnati di negatività?) e quindi ci da la possibilità di agire su di essi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mettiamo in discussione i dialoghi negativi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : siamo sicuri che quello che ci diciamo corrisponda alla realtà dei fatti? Siamo sicuri che se proviamo una determinata emozione negativa allora andrà realmente tutto male? Esercitiamoci ad analizzare in modo realistico il nostro flusso di pensieri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Trasformiamo le parole
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : una delle caratteristiche principali del dialogo interiore negativo è quella di portarci a generalizzare i nostri pensieri attuali. Se mi sento uno stupido in una situazione, questo significa che sono uno stupido?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Soprattutto all’inizio può essere difficile passare da un pensiero negativo a uno positivo, soprattutto perché non siamo abituati a pensare e a rivolgerci a noi stessi in certi termini. Potremmo quindi provare a
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           cambiare la negatività con la neutralità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Per esempio:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           da “Sono proprio stupido” a “Questa volta mi sono comportato da stupido”,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           da “Non posso sopportarlo” a “Mi sarà difficile ma…”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           da “È impossibile” a “Da dove posso iniziare per risolvere questa situazione?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rimproveri, commenti demotivanti, scuse o giustificazioni contribuiranno solo ad aumentare le emozioni negative, dandoci come unica garanzia quella di veder realizzate le nostre peggiori fantasie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rivolgiamoci a noi stessi come faremmo con un amico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : spesso diciamo a noi stessi cose terribili che non ci sogneremmo di dire nemmeno a uno sconosciuto men che mai a un amico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando ci sorprendiamo a rivolgerci a noi stessi in modi negativi se non addirittura crudeli, pensiamo a come avremmo detto queste cose al nostro amico più caro. Riformuliamo quella frase come se dovessimo verbalizzarla nei confronti di qualcuno che non vogliamo ferire e poi proviamo a continuare con questa linea di pensiero rivolgendoci a noi stessi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rifiutiamo le autocritiche e accogliamo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : nel momento in cui ci troviamo a giudicarci aspramente e iniziamo a provare a modificare questo modo di rivolgerci a noi stessi, è importante stare attenti a non innescare un meta-dialogo negativo, cioè una cascata di critiche e giudizi legati al fatto che non siamo stati in grado di rivolgerci a noi in modo più compassionevole. Quando ciò avviene, accogliamo questi pensieri negativi e andiamo avanti. Impariamo ad essere clementi con noi stessi. Passare da questa modalità giudicante a una modalità più accogliente, è difficile e richiede molta pratica quindi, innescare il “pilota automatico” del dialogo interiore negativo è più che normale. Ricordiamoci che lo scopo non è quello di essere bravi ma quello di stare bene con noi stessi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           PERCHÈ È IMPORTANTE?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/vantaggi-dialogo-interiore-psicologia-e6e04f77.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Quali sono i benefici del trasformare il dialogo interiore?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il primo tra tutti, come appena detto, è quello di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           stare meglio con noi stessi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , di sentirci meno colpevoli e responsabili di tutto ciò che ci succede attorno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una volta che avremo raggiunto questo primo obiettivo, gli altri vantaggi avverranno come una cascata: noteremo un
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           miglioramento dell’autostima
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , ci sentiremo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           meno stressati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           più motivati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Impareremo a “
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           lasciar andare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ” e ciò causerà un notevole
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           aumento dell’auto-efficacia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            percepita tanto nelle situazioni di vita quanto nelle relazioni interpersonali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È comunque importante sottolineare che mentre per alcuni di noi riformulare il proprio dialogo in totale autonomia potrà essere più facile, per altri, soprattutto nei casi in cui oltre al dialogo negativo si siano instaurati circoli viziosi disfunzionali, potrà essere necessario l’aiuto di uno psicologo che permetterà di acquisire strategie maggiormente mirate grazie all’utilizzo di apposite tecniche.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/pexels-photo-2865901.jpeg" length="187276" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 03 May 2024 16:12:19 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.eleonorasoro.com/il-dialogo-interiore-in-psicologia</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/pexels-photo-2865901.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Strategie contro l'ansia</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/strategie-contro-ansia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Come faccio a gestire l'ansia? Strumenti pratici da avere nella cassetta degli attrezzi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Siamo finalmente arrivati alle soluzioni!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per gestire l’ansia, vengono suggeriti molti metodi, alcuni di più facile applicabilità, altri che necessitano di un impegno costante di pratica ed esercizio per ottenere dei risultati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questi metodi possono essere praticati sia nel caso in cui vorremmo vivere meglio le situazioni in cui ci ritroviamo a fare i conti con l’ansia “normale”, sia nel caso in cui la nostra ansia inizi ad essere un po’ troppo invadente e a modificare abitudini e situazioni che vorremmo affrontare con maggiore spensieratezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           PRATICARE LA MINDFULNESS
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/come-fare-mindfulnes-d717b236.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="/"&gt;&#xD;
      
           John Kabat-Zinn l’ha così definita: “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”.
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ma come si fa mindfulnes?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per essere mindful quindi basta semplicemente osservare ciò che c’è, ciò si presenta e ciò che passa e va via nella nostra esperienza, senza tentare di controllare ciò che avviene e senza esprimere nessun giudizio (né approvando, né giudicando quell’esperienza).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Come abbiamo già detto
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/che-tipi-di-ansia-esistono"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            qui
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            infatti, più proviamo a scacciare un pensiero, più questo tornerà nella nostra mente come un boomerang.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La mindfulness agisce sull’ansia nel momento in cui, invece che provare a evitarla o a fuggire da essa, prestiamo attenzione a tutte le componenti che la determinano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’obiettivo diventa così sperimentare a pieno questa emozione con i suoi sintomi nella loro totalità, in modo da accrescere la consapevolezza sui nostri
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Pensieri Automatici Negativi (PAN)
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che la generano. Questo ci permette di capire quanto il nostro attaccamento a questi pensieri generi reazioni ansiose sempre più solidificate che nella realtà dei fatti rappresentano solo reazioni fisiche e psicologiche a delle minacce percepite.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agire in maniera mindful e consapevole, ci porta così con il tempo a imparare a conoscere il legame PAN - Ansia e a non soccombere o reagire in maniera disfunzionale ad essa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           IL TRAINING AUTOGENO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/training-autogeno-per-ansia-d4ca9db8.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il training autogeno è una tecnica di rilassamento psicofisico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che produce un cambiamento globale attraverso modificazioni fisiologiche e psichiche che vanno oltre il semplice rilassamento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È un training composto da una serie di esercizi che attraverso la focalizzazione su specifiche parti del corpo, generano una distensione psicologica. Tali esercizi si rivelano utili in molte situazioni ma, si rivelano un perfetto alleato nel momento in cui abbiamo bisogno di staccare la spina e liberarci dallo stress e dalle preoccupazioni della vita quotidiana che fanno scaturire stati ansiosi più o meno “normali”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È un metodo composto da regole specifiche che per essere appreso ha bisogno di pratica e allenamento costanti per poter entrare in uno stato di attenzione passiva che ci consente di concentrarci sulla dimensione corporea tenendo all'esterno ansie e preoccupazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il training viene appreso attraverso un percorso (di gruppo o individuale)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://eleonorasoropsy.wixsite.com/psicologa/di-cosa-mi-occupo" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           guidato dallo p
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sicologo al termine del quale avremo acquisito le competenze necessarie per continuare a svolgere la pratica in autonomia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           PIANIFICAZIONE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/pianificare-per-gestire-ansia.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tutto parte da questa domanda:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ha senso preoccuparci per qualcosa di cui non possiamo occuparci?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Magari mentre siamo a lavoro, in palestra, a fare la spesa o a cena fuori con gli amici.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Rimuginare su una situazione non ci permetterà di trovare soluzioni efficaci, ma avrà come unico risultato quello di generare, mantenere e aggravare l’ansia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cosa si intende con la parola rimuginio?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Può essere definito come una forma di pensiero verbale astratto che si ripropone ciclicamente ed è composto per lo più da immagini relative a possibili scene ritenute come pericolose.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per quanto possa apparire bizzarro, per circoscrivere tale comportamento, potrebbe essere utile imparare a ritagliarci un momento in cui poterci preoccupare o, nella migliore delle ipotesi, attivare un processo di problem solving che tenti di trovare soluzioni appropriate a un problema.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Ritagliarci un momento” significa identificare una precisa finestra di tempo all’interno della giornata in cui la nostra mente si dedicherà solamente a quel pensiero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I benefici di questo metodo risiedono nel fatto che, invece che “spalmare” la nostra ansia lungo tutta la giornata, riusciremo a vivere il presente e le azioni che svolgiamo con più serenità, consapevoli del fatto che arriverà il momento in cui potremo dedicarci totalmente a quella preoccupazione che sembrava così insistente da non poter essere arginata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Potrebbe essere l’illusione di poter o dover controllare le cose a portarci a sperimentare stati ansiosi spesso ingestibili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci troviamo così a fare i conti con la sensazione di non riuscire a gestire molti aspetti della nostra vita e percepiamo che ciò avviene perché non abbiamo abbastanza tempo o perché siamo stressati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E se invece il problema fosse che non riusciamo a gestire alcuni aspetti della vita perché non possiamo?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel momento in cui stiamo già agendo al massimo delle nostre energie e/o possibilità, prendere atto che quella condizione non può essere cambiata, ci aiuta a capire che ci sono delle cose che rimangono al di fuori dal nostro controllo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Lasciar andare e accettare che non possiamo farci niente
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sembra così l’unica opzione che ci rimane; e non appena proviamo ecco che iniziamo a sentire un senso di leggerezza, liberandoci da responsabilità che non sono nostre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo non significa che dobbiamo gettare la spugna o attribuire le cause al di fuori di noi, ma imparare a capire quali sono i nostri limiti nelle varie situazioni e accettarli in modo compassionevole imparando a dirci “per ora va bene così”.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/gestione-ansia-soluzioni.jpeg" length="248252" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 14 Apr 2024 15:12:21 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.eleonorasoro.com/strategie-contro-ansia</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/gestione-ansia-soluzioni.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/gestione-ansia-soluzioni.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Che tipi di ansia esistono?</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/che-tipi-di-ansia-esistono</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Com'è fatta e che tipi di ansia esistono?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Come ho provato a spiegare
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/come-far-passare-ansia"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            qui
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , l’ansia è “semplicemente” la forma che la paura assume quando si proietta nel futuro: non è di per sé un problema, ma una reazione emotiva normale. Allora perché quando si presenta, spesso ci ritroviamo paralizzati, disarmati o disorientati?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Proviamo a non immaginare un orso bianco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Siete riusciti a non far comparire questo orso tra i vostri pensieri?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Io no.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questo si spiega grazie a un esperimento di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Wegner" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           Daniel Wegner
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che ha generato quello che in psicologia viene chiamato come “
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           paradosso dell’orso bianco
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante la procedura, Wegner ha chiesto a un gruppo di persone di non pensare a un orso bianco per 5 minuti e, nel caso in cui l’orso fosse passato tra i loro pensieri, di suonare un campanello. Contemporaneamente, i soggetti avevano a disposizione un block notes in cui potevano appuntare tutti i pensieri che passavano nella loro mente non inerenti con l’animale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il risultato fu: tintinnio incessante di campanellini per tutta la durata dell’esperimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma perché cioè avviene? Perché più proviamo a scacciare un pensiero, più questo tornerà nella nostra mente come un boomerang.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È così che spesso la nostra mente ci ripropone in loop pensieri ed emozioni intollerabili che si traducono in comportamenti disfunzionali. E all’improvviso ci ritroviamo incastrati in un circolo vizioso da cui fatichiamo ad uscire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           COME RICONOSCERE L'ANSIA?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/come-riconoscere-ansia-ab1b85aa.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Partiamo con il riprendere le
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://eleonorasoropsy.wixsite.com/psicologa/post/aspetto-con-ansia-che-l-ansia-passi" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            3 dimensioni dell’ansia
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           esplicitando per ognuna di esse i sintomi che ci troviamo a sperimentare:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Fisiologica
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : tensione, tremore, sudorazione, tachicardia, nausea, vertigini, formicolii alle estremità ed intorno alla bocca, insonnia iniziale (fatica ad addormentarsi), derealizzazione e depersonalizzazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cognitiva
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : senso crescente di allarme e pericolo, paure (di morire, perdere il controllo o impazzire), vuoto mentale e/o pensieri, immagini o ricordi negativi, pensieri protettivi, sensazione di essere improvvisamente al centro dell’attenzione o di essere osservati dagli altri (estranei e non).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Comportamentale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : esplorazione dell’ambiente circostante al fine di identificare possibili vie di fuga, oggetti o persone rassicuranti o elementi che possano fornire spiegazioni per l’ansia provata. Ciò determina due azioni principali: l’evitamento (evitare consapevolmente e in maniera accurata tutte quelle situazioni, persone o oggetti che causano l’ansia) e comportamenti protettivi (portare con sé o assumere ansiolitici, farsi accompagnare nei posti, trovare strategie disfunzionali per gestire l’ansia etc.).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           C
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           HE TIPO DI ANSIA HO?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/mikado-scegli-ansia.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Attacco di panico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : attacco d’ansia improvviso, inaspettato e di breve durata, in cui sono evidenti sintomi somatici e in cui i livelli di angoscia sono così elevati da terrorizzare la persona lasciandola stremata e disorientata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Disturbo di panico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : attacchi di panico ricorrenti con la presenza di due elementi conseguenti: ansia anticipatoria (paura che possa insorgere un altro attacco di panico) e/o modificazione del comportamento per evitare l’insorgere di un altro attacco di panico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Agorafobia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : paura o evitamento di situazioni nelle quali risulti difficile scappare o essere soccorsi. I timori agorafobici hanno in comune 3 temi principali: la lontananza da casa, l’affollamento e il sentirsi prigionieri in un posto. Le situazioni problematiche possono quindi essere: il timore di essere fuori casa da soli, stare in fila o in posti affollati, utilizzare mezzi pubblici, stare in posti aperti o chiusi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Fobie specifiche
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : ansia acuta legata a oggetti o situazioni ben definiti. La paura non è determinata dall’oggetto/situazione in sé ma dalle conseguenze spaventose che si immagina possano derivare dal contatto con esso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Fobia sociale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : persistente paura ed evitamento delle situazioni nelle quali la persona può essere esposta a giudizio degli altri, per il timore di apparire goffo, ridicolo o di agire in modo imbarazzante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Disturbo d’ansia generalizzato
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : ansia cronica, persistente e non legata a un oggetto o situazione specifica. La persona vive in un costate stato di preoccupazione e di aspettative apprensive quasi tutto il giorno, quasi tutti i giorni; trova difficile controllare la preoccupazione e anche si rende conto di essere eccessivamente preoccupato per qualsiasi cosa non riesce a smettere di esserlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ipocondria
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : particolare attenzione nei confronti di sensazioni fisiche con un’estrema sensibilità a tutti i cambiamenti interni che si trasforma nella costante ricerca di rassicurazioni attraverso frequenti e talvolta superflui controlli medici.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/pexels-photo-7272596.jpeg" length="205940" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 30 Mar 2024 14:33:44 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Aspetto con ansia che l'ansia passi</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/come-far-passare-ansia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Che ansia! Nelle occasioni più disparate ci sarà capitato di dirlo o di sentirlo esclamare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ma che cos’è effettivamente l’ansia?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È un’emozione strettamente connessa con la paura ma, mentre questa è la risposta emotiva a una minaccia imminente, reale o percepita, l’ansia è determinata da una minaccia futura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Paura e ansia risultano così come due facce della stessa medaglia, ma con funzioni differenti: la prima permette di attivare quei meccanismi definiti come attacco-fuga, che ci consentono di agire quando ci troviamo davanti a un pericolo; la seconda permette invece di attivare reazioni fisiche (tensione muscolare e ipervigilanza) per prepararci al pericolo futuro e/o attivare comportamenti prudenziali o di evitamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           TRE DIMENSIONI DELL’ANSIA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/dimensioni-ansia.png" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fisiologica
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : è quella componente che ci fa sentire l’ansia così come la conosciamo. È determinata da tutta quella serie di sensazioni fisiche sgradevoli che ci fanno sentire minacciati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cognitiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : è la componente determinata dai pensieri. Anche se non lo sappiamo o non ce ne rendiamo conto, i nostri pensieri sono i principali “colpevoli” dell’ansia. Non sono infatti le situazioni di per sé a generare tale reazione emotiva, quanto l’interpretazione che ognuno di noi fa rispetto a quello specifico contesto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Comportamentale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : è la componente attiva dell’ansia. È data da azioni, comportamenti e atteggiamenti che mettiamo in atto per fuggire, proteggerci o evitare quella sgradevole sensazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Siamo abituati a sentire l’ansia principalmente attraverso la prima dimensione e a considerare l’ultima solamente come una conseguenza e mai come l’elemento che, con il tempo, può portare all’instaurarsi di cicli disadattivi che potrebbero far sviluppare una condizione d’ansia patologica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infine, l’ultima dimensione è quella che viene considerata meno poiché nella quotidianità la nostra mente ci bombarda costantemente con pensieri automatici di cui raramente siamo consapevoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L'ANSIA È SEMPRE NEGATIVA?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/Ansia-negativa-sempre.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da una prima analisi superficiale potremmo dire di si, perché ci fa sperimentare sensazioni spiacevoli che spesso ci portano a fare i conti con situazioni che non riusciamo a gestire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa reazione emotiva può però essere rappresentata come un continuum:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ANSIA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           0 ____________________________100
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           in cui 0 rappresenta la totale assenza di ansia, mentre 100 rappresenta uno stato ansioso intollerabile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oltre agli estremi però, lungo tutto questo continuum, troviamo differenti e variegati gradi di ansia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma questi gradi di ansia sono uguali per tutti? Certo che no! Ognuno di noi collocherà i suoi livelli d’ansia in posizioni diverse della scala in base alle situazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per qualcuno l’interrogazione o l’esame universitario causeranno ansia 100 mentre per altri solamente 10, lo stesso vale per azioni come guidare, parlare in pubblico o trovarsi in luoghi affollati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ma allora
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           se provo ansia 100 sono malato?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con grande probabilità no, ma provo a spiegare il perché.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico 5a edizione) afferma che “un disturbo d’ansia differisce dalla normale paura o ansia evolutiva perché queste sono eccessive o persistenti rispetto allo stadio di sviluppo”. Semplificando, avere ansia 100 in una situazione non risulta di per sé problematico, a patto che questa reazione non ci limiti, non sia un ostacolo insormontabile o generi a sua volta una paura paralizzante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In altri termini:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’ansia non è un problema finché non diventa invalidante
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Avere l’ansia è infatti una reazione che mobilita l’organismo in molte situazioni e ci aiuta ad avere performance migliori attivando positivamente le tre dimensioni descritte sopra. Diventa problematica e necessita di un aiuto nel momento in cui la situazione/oggetto/persona che la genera viene percepita come una minaccia terrificante per l’integrità della persona.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/aspetto-ansia-passi-3177d0f2.jpeg" length="485149" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 01 Mar 2024 08:55:02 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>AAA psicologo cercasi</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/come-trovare-psicologo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Come faccio a trovare lo psicologo più adatto a me?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La prima volta che mi rivolsi a uno psicologo, mi ritrovai smarrita e perplessa. Iniziai ad informarmi e quello che mi ritrovai di fronte fu una miriade di professionisti specializzati negli argomenti più disparati; ma io non sapevo di cosa avessi bisogno!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un po’ confusa decisi di recarmi dal mio medico di base per informarlo del problema e gli spiegai che avevo deciso di rivolgermi a uno psicologo. Lei mi consigliò subito alcuni nomi e così presi contatto per un
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;a href="/sfrutta-al-meglio-la-nuova-stagione-seguendo-queste-semplici-linee-guida"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            primo colloquio psicologico
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inconsapevolmente, affidandomi alla logica, avevo trovato uno dei modi più immediati per entrare in contatto con una rete di professionisti che spesso collaborano tra di loro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma capiamo meglio a chi possiamo rivolgerci:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           MEDICO DI BASE / PEDIATRA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/medico-di-base-roma-90a51f25.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Potrebbe essere il primo a consigliarci o indirizzarci verso un professionista. Così come prescrive visite ortopediche, dermatologiche o cardiologiche, spesso fa riferimento a una gamma più o meno allargata di professionisti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In base alla problematica riportata, rivolgersi al nostro medico di base potrebbe essere il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           primo passo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per una ricerca rapida e sicura.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           FARMACISTA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/farmacista-psicologo.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come il medico di base anche i presidi farmaceutici possono essere un ottimo luogo a cui rivolgersi in caso di incertezza o confusione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Proprio negli ultimi anni si è creato un
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           rapporto collaborativo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            in crescita tra le due categorie professionali, soprattutto in termini di sensibilizzazione e benessere psicologico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono spesso i farmacisti stessi che indirizzano i loro clienti a un consulto psicologico privato o propongono una consulenza presso lo sportello da loro offerto (sono in aumento le farmacie che offrono una prima visita di consulenza gratuita).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           SITI INTERNET e SOCIAL NETWORK
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/trovare-psicologo-social.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vengono sempre più utilizzati dagli psicologi per farsi conoscere e rendere accessibile a chiunque la psicologia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nei siti internet troveremo spesso aree come questa che cercano di chiarire dubbi, fornire informazioni, creare curiosità o fare divulgazione scientifica, insieme ad aree dedicate al marketing professionale: vi verranno così descritte le
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           aree in cui opera lo psicologo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="/di-cosa-mi-occupo"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            qui
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
              potete trovare le mie), una breve descrizione delle stesse e talvolta l’onorario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I social network (a volte connessi a un sito internet), ci permetteranno invece di interagire in maniera più diretta con il professionista, nonché di seguire in modo interattivo eventi e suggerimenti specialistici: corsi di formazione, open day per conoscere le attività proposte, progetti in fase di definizione o pillole di conoscenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tramite questi strumenti potremo quindi crearci una nostra impressione tanto professionale quanto “personale”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Essendo la relazione terapeutica uno degli strumenti principali della psicologia, le cosiddette impressioni “a pelle” sono spesso un passo importante che spinge le persone a contattare un professionista piuttosto che un altro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           SITO DELL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/ordine-nazionale-psicologi.png" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infine, ma non per importanza, si può far riferimento direttamente al sito dell’ordine della nostra regione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Alcuni sono
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           più completi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e ci permetteranno di immettere una serie di parametri, fornendo una lista di tutti i professionisti che si occupano di quella problematica nell'area territoriale da noi selezionata. Altri ci forniranno esclusivamente la lista degli iscritti a quell’ordine.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È importante far riferimento agli ordini, poiché purtroppo sono sempre più diffuse "professionalità" non regolamentare che offrono abusivamente sostegno psicologico o prestazioni relative alla valutazione del problema senza una formazione adeguata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Può quindi essere d'aiuto controllare se lo psicologo che abbiamo scelto è regolarmente iscritto all’albo degli psicologi!
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/come-trovare-psicologo.jpeg" length="172913" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 21 Feb 2024 08:13:37 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tre cose che lo psicologo...non fa!</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/cosa-fa-lo-psicologo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           A cosa serve andare da uno psicologo? Se ho un problema parlo con i miei amici! Tanto alla fine vai li, fai una chiacchierata e lei/lui ti da un consiglio.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una credenza lecita per chiunque non abbia approfondito l’argomento. Penso che se non avessi deciso di intraprendere questo percorso probabilmente anche io non sarei riuscita a cogliere
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           la differenza tra un colloquio psicologico e una chiacchierata con un amico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Proviamo quindi a
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           chiarire alcuni punti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LO PSICOLOGO 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           NON CHIACCHIERA COME UN AMICO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/amici.webp" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per due principali motivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cominciamo da un fatto semplice: ha affrontato un percorso di studi lungo e articolato, con 5 anni di università, un anno di tirocinio formativo, un esame di abilitazione e l’obbligo di iscrizione a un albo professionale, che tutela sia lo psicologo sia chi si rivolge a lui. Se è anche psicoterapeuta, ha inoltre completato altri 4 anni di specializzazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma, passando ai fatti: perché durante il suo percorso di studi, ha acquisito competenze specifiche per ascoltare, analizzare e restituire contenuti riportati durante il colloquio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si, ok, ma che vuol dire?!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In pratica, un amico che offre il suo ascolto su alcuni problemi, risponderà alle perplessità o domande sulla base delle sue esperienze, delle sue emozioni e di come agirebbe lui se si trovasse al nostro posto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Eh no, io c’ho un amico figo che mi conosce, lo sa che io funziono diversamente!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bene, ma quello che fa lo psicologo è un po’ diverso. Significa che, lo psicologo, all’interno del suo studio, ascolterà  ciò che gli diremo in maniera oggettiva, mettendo da parte ogni preconcetto, valutazione o tentativo di influenzarci. Il suo obiettivo, non è infatti quello di dare consigli. È così che passiamo al secondo punto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LO PSICOLOGO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
            NON DA CONSIGLI
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/lo-psicologo-da-consigli-7f4dd787.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chiedere una consulenza non ha la funzione di trovare la soluzione a un problema con uno schiocco di dita. Lo psicologo non ha la bacchetta magica e non ha magnifiche soluzioni da propinarci in cambio di un compenso. Quello che fa è partire dalle nostre parole e cercare di capire quali possono essere i nostri punti deboli  in quella situazione, ma ancor più quali siano i nostri punti di forza. L’obiettivo si trasforma così da:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Vado dallo psicologo per risolvere il problema"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Vado dallo psicologo per intraprendere un percorso di crescita che mi permetterà
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           di gestire il problema tanto ora quanto in futuro"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le solite frasi da strizzacervelli?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           No, semplicemente quando andiamo da uno psicologo, lui cercherà, partendo dai nostri punti di forza e di debolezza, di elaborare insieme a noi delle strategie il più adatte possibile con i nostri modi di essere, fare e sentire. Tutto il percorso si muoverà sul filo di queste tre dimensioni, in una costante cooperazione, all’interno della quale lo psicologo conosce tutta la gamma degli strumenti a disposizione. Saremo noi a indirizzarlo e a capire insieme a lui quali sono quelli che si adattano meglio alla nostra situazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LO PSICOLOGO 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           NON DIALOGA PASSIVAMENTE
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/lo-psicologo-non-chiacchiera.png" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ≈ Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettare risultati diversi ≈
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           [Albert Einstein]
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Andare dallo psicologo necessita imprescindibilmente di una buona dose di motivazione al cambiamento. Questo non significa che dovremo essere disposti a rivoluzionare le nostre abitudini, né che diventeremo dei maestri di vita su un argomento, ma che andare dallo psicologo presuppone un cambiamento, e per cambiare è necessario impegno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Significa che nella settimana che intercorrerà tra una seduta e l’altra, dovremo fare degli "esercizi". All’inizio alcuni sembreranno stupidi o addirittura inutili, ma con il tempo e la pratica entreranno a far parte della nostra cassetta degli attrezzi. Andando avanti con il percorso invece altri esercizi sembreranno utopici o impossibili da sostenere. Sarà proprio lì che capirete quanto la ricerca di significato e di strategie scevri da pregiudizi e interferenze personali (chiamato ascolto attivo) dello psicologo sia veramente più produttiva della classica chiacchierata informale con un amico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/cb4b2ce2/dms3rep/multi/cose-che-fa-lo-psicologo.jpeg" length="197224" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 31 Jan 2024 12:00:30 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>In cosa consiste un colloquio psicologico</title>
      <link>https://www.eleonorasoro.com/sfrutta-al-meglio-la-nuova-stagione-seguendo-queste-semplici-linee-guida</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un colloquio individuale dura 50-60 minuti. Ma
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           cosa si fa durante un colloquio psicologico?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Spesso, ho sentito persone commentare con perplessità la possibilità di andare dallo psicologo. Una delle preoccupazioni che più mi ha stupita è stata quella di non sapere assolutamente cosa aspettarsi dalla situazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel momento in cui andiamo dal medico di base ad esempio, sappiamo cosa aspettarci.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Arriveremo allo studio e prenderemo un numero che ci dirà tra quanto sarà il nostro turno o, in altri casi, avremo un appuntamento prenotato nei giorni precedenti per una determinata fascia oraria e quindi ci presenteremo allo studio con qualche minuto di anticipo. Una volta arrivato il nostro turno entreremo nella stanza del medico, lo saluteremo ed esprimeremo il nostro malessere, lui ci farà una visita specifica basata sui sintomi da noi riportati. Dopodiché, qualora necessario, ci prescriverà un farmaco o una o più visite d’approfondimento. Torneremo così a casa con la soluzione al problema o una strategia per capirne di più.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Andare dallo psicologo è qualcosa di simile, con la differenza che, invece che riportare sintomi fisici, il malessere manifestato sarà un mix tra emozioni negative, pensieri che cerchiamo di scacciare e/o sensazioni fisiche spiacevoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Così, una volta effettuata la scelta dello psicologo, si procede un po’ come si farebbe con una visita medica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il primo contatto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            avviene in diversi modi, ma principalmente tramite telefono o e-mail. Durante questa prima conversazione, lo psicologo vi fornirà informazioni specifiche (per esempio luogo, orario del colloquio, metodo di pagamento etc.) e in seguito vi chiederà di spiegargli brevemente il motivo per cui avete deciso di prendere contatto con lei/lui; non preoccupatevi, non dovrete entrare nei dettagli ma semplicemente fargli capire qual è il motivo per cui chiedete un consulto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Una volta preso l’appuntamento
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            vi recherete da lei/lui, vi accomoderete nella sala d’attesa e all’orario prefissato lo psicologo vi farà accomodare nel suo studio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il colloquio avviene di solito in un ambiente riservato, silenzioso e accogliente. La stanza e l’arredamento utilizzati vengono chiamati in gergo tecnico setting e per ogni approccio teorico vengono forniti dei suggerimenti su come rendere l’ambiente più intimo e sereno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Personalmente, quello che preferisco si discosta un po’ dall’immaginario comune dello psicologo: niente chaise longue (la classica poltrona su cui sdraiarsi, per intenderci), ma due sedute poste una di fronte all’altra, una luce calda e soffusa e il silenzio attorno. Tutto dovrà essere predisposto in modo da limitare le distrazioni esterne e agevolare la persona nell’espressione del suo disagio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Una volta seduti,
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’approccio potrà variare un po’, ma approssimativamente si procederà in questo modo: dopo una raccolta di informazioni generica (età, professione, patologie mediche etc.), potrete esporre allo psicologo la vostra situazione, e sarà allora che inizierà uno scambio collaborativo per delineare al meglio il problema e cercare di elaborare una strategia formulata nel modo più personalizzato possibile.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Alla fine del colloquio
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , se lo psicologo riterrà di avere una quantità di informazioni sufficiente per delineare una modalità d’intervento, ve la proporrà e vi comunicherà delle tempistiche approssimative in cui ritiene si possano trovare strategie utili per risolvere il vostro problema. Qualora invece ritenga di dover indagare meglio la vostra situazione, vi inviterà ad effettuare un altro colloquio per approfondire alcune tematiche. In quest’ultimo caso non spaventatevi, questo non significa che siete pazzi o che il vostro problema è troppo complicato per poter essere risolto anche da un professionista, leggetelo piuttosto come un atteggiamento scrupoloso che mira a fornirvi il miglior supporto possibile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Infine
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , negli ultimi minuti, potrete corrispondere l’onorario pattuito telefonicamente e ricevere la vostra fattura, nonché fissare il prossimo appuntamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 10 Jan 2024 12:00:30 GMT</pubDate>
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